Gli strumenti AI promettono siti “gratis” o quasi. È vero a metà: la bozza non la paghi, ma il sito che funziona davvero ha dei costi — solo che li scopri dopo. Mettiamoli in fila.
I costi nascosti
- Il canone mensile. Per togliere pubblicità, usare un dominio tuo e sbloccare funzioni, quasi tutti i builder chiedono un abbonamento. Su più anni fa una cifra.
- Dominio ed email. Il nome del sito e la casella “@tuonome” sono voci a parte.
- Template ed estensioni premium. Il bello “vero” spesso è a pagamento, così come widget e funzioni aggiuntive.
- Il tuo tempo. Le ore che passi a imparare lo strumento, sistemare, ritoccare… sono il costo più sottovalutato. Il tuo tempo vale.
- I clienti che non arrivano. Questo è il costo più grande e invisibile: un sito che non si trova e non convince è fatturato mancato, mese dopo mese.
Il conto che conta
Il sito più caro non è quello che paghi di più: è quello che non ti porta clienti. A quel punto anche “gratis” è un pessimo affare.
Il confronto con un sito professionale
Un sito fatto da un professionista ha un costo iniziale più alto, ma è un investimento che lavora per te: ti trova clienti, ti distingue, dura anni. Sui numeri reali ho scritto quanto costa un sito web a Torino e quanto costa mantenerlo; se vuoi soluzioni chiare e senza sorprese, guarda i pacchetti.
Chiediti non “quanto costa il sito”, ma “quanto mi rende”. È l'unica domanda che conta.
Vuoi capire se il tuo sito attuale — AI o no — sta lavorando o solo costando? Mandamelo: ti do un parere onesto. Approfondimento completo nella guida su siti web e intelligenza artificiale.