Ricevo spesso siti nati con l'AI o con un builder: la base c'è, ma manca il “salto” che li fa sembrare professionali e, soprattutto, li fa funzionare. Nella maggior parte dei casi si recupera tutto. Ecco cosa guardo, in ordine.
La checklist
- Struttura e tag. Un solo H1 sensato per pagina, titoli e meta description unici, gerarchia dei contenuti chiara. Sono le fondamenta SEO.
- Testi su misura. Via il “testo da template”, dentro parole che parlano al tuo cliente. Ti aiuta la mia guida come scrivere i testi del sito.
- Identità. Colori, font, foto e tono coerenti, non lo stile “di serie”. È quello che ti distingue.
- Velocità. Immagini ottimizzate, meno script, caricamento rapido: vedi perché i siti AI sono lenti.
- SEO locale. Collegamento alla scheda Google e segnali per la tua zona.
- Privacy e cookie. Informativa e banner a norma: vedi cookie e privacy.
- Accessibilità. Contrasti, testi alternativi, navigazione da tastiera: sempre più spesso è anche un obbligo di legge.
- Proprietà e backup. Assicurati che dominio, accessi e contenuti siano tuoi e salvati. Capita che con i builder non sia così.
Da fare subito
Se devi scegliere 3 cose per prime: struttura/tag, velocità e scheda Google. Sono quelle che spostano di più, e in fretta.
Cosa puoi fare tu, cosa conviene delegare
Testi, foto e scheda Google puoi curarli tu, con metodo. Struttura tecnica, velocità, aspetti legali e integrazioni conviene affidarli a un professionista: sono proprio i punti dove l'AI da sola non arriva. Io lo faccio come servizio SEO o come messa a punto mirata, senza rifare ciò che già va bene.
Non serve ripartire da zero. Serve sapere quali 20% di interventi portano l'80% del risultato.
Mandami il link del tuo sito AI: ti dico gratis le prime 3 cose da sistemare. Fa parte della guida su siti web e intelligenza artificiale.